DIRITTO SPORTIVO

2019.02.15_FIPAV_Delibera CTA del 20.12.2018 e Comunicato TF del 12.02.2019

Il tema del vincolo sportivo è caldo in tutte le discipline.

Nella pallavolo è sicuramente la fonte principale di controversie, di competenza degli organi della FIPAV, tra società e atleti.

Il Comunicato n. 48 del 12.02.2019 (allegato) con cui il Tribunale Federale della FIPAV ha confermato la delibera della Commissione Tesseramento Atleti del 20.12.2018 (allegata) a favore dell'A.D.S. Polisportiva Olginate, difesa dall'avv. Claudia Balestreri, rappresenta un'occasione per accennare la competenza dei detti organi e per trattare brevemente la validità della costituzione del vincolo e l'incompatibilità ambientale, intesa come giusta causa di scioglimento del vincolo stesso.

Nel caso oggetto del procedimento, l'atleta ha agito avanti alla Commissione Tesseramento Atleti al fine di ottenere lo scioglimento del vincolo sportivo.

A norma di quanto previsto all'art. 62 del Regolamento di Giurisdizione, la CTA è deputata ad assumere le decisioni relative a tesseramento e vincolo, pur non essendo ricompresa tra gli organi di giustizia elencati all'art. 3 del medesimo Regolamento.

A fondamento della propria domanda, l'atleta ha sollevato primariamente eccezione in merito alla nullità del vincolo, sostenendo di essere venuta a conoscenza del tesseramento solo successivamente alla conclusione della stagione 2017/18, durante la quale aveva giocato nella squadra di serie B2 della Polisportiva Olginate. Su tale punto la Commissione si è pronunciata nella delibera precisando "l’inammissibilità della richiesta di declaratoria di nullità del vincolo per i motivi indicati da parte ricorrente poiché codesta Commissione è incompetente a decidere in merito alla valida formazione del tesseramento. Organo competente a decidere sulla materia è l’Ufficio Tesseramento al quale evidentemente andava indirizzata la doglianza per la decisione conseguente".

In merito all'asserita incompatibilità ambientale, la Commissione ha precisato che gli effetti della controversia concernente il tesseramento dell’atleta, promossa dall’atleta, non possono certamente costituire motivo per determinare lo scioglimento del vincolo.

L’atleta, infatti,  aveva fondato la richiesta di scioglimento del vincolo per incompatibilità ambientale proprio sulle controversie insorte tra lei e il sodalizio, il quale, conseguentemente  all’inadempimento da parte della giocatrice sia rispetto agli accordi intercorsi, sia ai doveri che discendono dal vincolo sportivo aveva intrapreso azioni e provvedimenti nei suoi confronti.

L’atleta ha impugnato la delibera avanti il Tribunale Federale della FIPAV, come previsto dall’art. 73 del Regolamento Giurisdizionale, per ottenerne la riforma, eccependo la carenza di motivazione e reiterando le domande già formulate avanti alla CTA.

Il sodalizio, con la propria memoria, ha contestato succintamente quanto riportato nel ricorso e ribadito quanto approfonditamente esposto nelle controdeduzioni depositate nel procedimento avanti alla CTA, insistendo per la conferma della delibera.

Il Tribunale Federale, con comunicato del 12.02.2019, ha rigettato il ricorso, confermando la delibera della CTA, con motivazione alquanto accurata.

Dopo aver dichiarato la decisione della CTA immune da vizi, ha precisato, relativamente alla valida costituzione del vincolo che: “Nelle numerose sentenze di primo e secondo grado degli organi giudicanti federali, è stato ribadito che il vincolo fra atleta e società deve intendersi sussistente ove esistano comportamenti concludenti delle parti che facciano ritenere la coscienza e conoscenza della sua esistenza. Tale indirizzo è condiviso, affermato e ribadito anche in tale sede da questo organo giudicante. In presenza di tali comportamenti  univoci e concludenti,  eventuali  (nel caso di specie tale aggettivo è d'obbligo) irregolarità dell'atto costitutivo del vincolo, se da  un   lato  -   come   detto  -   legittimerebbero  l'avvio   di  un   procedimento disciplinare in danno del sodalizio vincolante, dall'altro non varrebbero a far venire meno la sussistenza e la validità del vincolo”.

Quindi è sempre fondamentale che le parti e, soprattutto gli atleti, siano consapevoli che la validità della costituzione del vincolo è provata, principalmente, dallo svolgimento della prestazione da parte dell’atleta a favore del sodalizio e che la mancanza della prova della corretta formalizzazione (anche se nel caso trattato il sodalizio ha fornito prova anche su tale punto).